Articoli di Giovanni Papini

1904


in "I discorsi degli altr":
Calomniez, calomniez....

Pubblicato su: Il Regno, anno I, fasc. 34, p. 9
Data: 17 luglio 1904




pag. 9



   Il tradimento del capitano Ercolessi porta già i suoi mali frutti. Non da parte dello straniero, chè i documenti rubati e venduti non saranno quelli che faranno prendere la Sicilia alla Francia, ma da parte dei nemici interni, che sono più petulanti e insidiosi degli esterni.
   L'organo di questi traditori perpetui e impuniti è, come tutti sanno, l'Avanti, sputacchiera quotidiana delle insulsaggini e delle brutture dell'anima ferriana o delle sue sorelle in peccato. L'Avanti ha voluto trarre suo pro dal triste fatto, sempre pronto a sfruttare ogni sventura nazionale per la sua bassa politica di classe. E ha detto (8 luglio), com'era da prevedersi, che la colpa di questi fatti è da attribuirsi al militarismo, e che questo mutuo spionaggio dì nazioni è cosa sommamente inutile e ridicola. Ora anche giornali d'ordine, quale il Corriere della sera, hanno detto qualcosa di simile, ma l'hanno detto in forma diversa e senza cattivo animo verso l'esercito. Quella che per altri è una triste consuetudine da eliminare, per gli avvelenatori dell'Avanti diventa sostanza maligna del militarismo.
   Ma non bastava all'Avanti lo sfogo della calunnia generale, ed ecco che il suo corrispondente da Messina fabbrica, col plauso della redazione, una calunniosa favola di montature e di persecuzioni, proclama, per bocca del popolo, la bontà angelica del capitano e della sua femmina, e insinua nientemeno che si tratti di una nuova vittima dell'esercito, di un nuovo capitano Dreyfus.
   Ora noi vorremmo che la nostra voce fosse più forte e più ascoltata per protestare una buona volta contro questo sistema di calunnia e d'insinuazione permanente, che l'ignobile fogliastro romano porta nella vita politica d'Italia. Vorremmo protestare contro questo metodo di sbavature e di infangature degno di bassi servitori e di volgari portieri, ma non confacente a chi si dice apostolo e profeta di una nuova e migliore civiltà. Perciò noi riconosciamo volentieri che ci sono fra i socialisti molti galantuomini in buona fede e questi se hanno realmente lo spirito di amore e di civiltà, non dovrebbero permettere che il socialismo italiano fosse sporcato e insudiciato e rappresentato da quella gola infetta e latrante ch'è divenuto l'organo di S. M. Enrico Ferri e compagni.
   Proprio nello stesso numero in cui il compagno messinese cercava di montare la montatura si leggeva un articolo ove a proposito dell'assoluzione del professore che uccise l'amante della moglie si parla con gran compunzione dell'amore, del rispetto e del progresso. Ora ci sembra che questo amore e questo progresso non si trovino in nessuna maniera nell'insolente gazzettaccia, la quale vomitando continuamente l'odio, il disprezzo, la calunnia ci sembra piuttosto un resto di più bassa civiltà che annunziatrice di rinnovazioni e di elevazioni.
   In questi ultimi tempi l'Avanti ha scritto delle sciocchezze anche sul conto nostro. Ma noi, alle insulse pagliacciate dei bassi cuochi del giornale socialista, abbiamo preferito rispondere con dei fatti evidenti e visibili. Vedi sopra.


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